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4 luglio 2009

Attese

Lui si alzava presto la mattina. Doccia, colazione, completo blu, e al lavoro.
Gli piaceva sentire l'aria del mattino sulla faccia, e spesso camminava per prendere il tram alla fermata dopo, e godere di quella fantastica sensazione.

Nel tram, pensava a canzoni dolci, piene di aspettative. Quelle canzoni in cui ti auguri che sta arrivando il meglio, e che possono cambiarti la giornata. Si incamminava lento al lavoro, come ogni giorno.




permalink | inviato da livializ il 4/7/2009 alle 22:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 giugno 2009

La ricerca della borsa perfetta

Ritorni, partenze, ritorni, partenze...Il diario degli ultimi mesi è stato un crescendo di news.
Al momento vivo ad Amsterdam, più o meno felicemente, il più essendo dato dal fatto che finalmente ho uno stipendio decente, il meno dal fatto che lavoro in un call center (e vabbè, non si può avere tutto, col clima corrente e la mia laurea in filosofia) e che ascolto lamentele tutto il giorno da gente che non si fida.

Il futuro? Si vedrà. Per il momento, date le circostanze e il tempo pessimo (senza parlare del cibo), vivo alla giornata. Con le mie storie quotidiane, tra cui una recrudescenza di femminilità incredibilmente saltata fuori e probabilmente causata dal fatto che guardo troppo Sex and the City.

Quindi si, sono alla ricerca della borsa perfetta, e sebbene questo possa sembrare incredibilmente superficiale dati i soliti toni del blog, fa un po' parte di me al momento.

Sono esattamente due mesi che la cerco. Non troppo grande, nè troppo piccola, insomma, una via di mezzo, non troppo appariscente, ma neanche piatta e amorfa. Ed è difficilissimo. Da H&M a Tommy Hilfiger, da Longchamp a DKNY, a Guess, non esiste. So che non esiste. Dopo accurate ricerche posso convenire sul fatto che, pare, la borsa per una donna sia un'affare di stato. Sempre troppo appariscenti, a mio parere, o amorfe e piatte. O troppo marroni. Ma mi interrogo sinceramente sulla necessità di tutto questo pitonato e vinile. Abbiamo davvero bisogno di andare in giro con una borsa luccicante, che dice al mondo "costo molto di più di quanto pensi", o con un'amorfismo che solo prelude ad una castissima e amorfa allure, che alla fine fa molto più piattume che eleganza. E' così. La borsa perfetta non esiste, neanche aumentando a dismisura il budget.

E allora via, accontentiamoci, andiamo in giro con obbrobri pitonati, il pitone essendo fuori moda da almeno tre anni, o con pezzi luccicanti di vinile che forse andrebbero bene solo per una serata kinky tra quarantenni a rimorchiare in qualche sedicente discoteca che ha solo la parvenza dell'eleganza.

Ma dov'è finita, l'eleganza? Quel sano limite tra l'andare in giro conciate come le riviste vorrebbero che fossimo, e quello che invece noi pensiamo sia appropriato? Non si sa.

Probabilmente ci siamo assuefatte, noi donne. E piano piano abbiamo accettato borse sempre più grandi, mastodontiche, in cui si scava ore per trovare il telefono, che ora va di moda Blackberry preso in affitto con l'abbonamento, o con fronzoli allucinanti e scomodissimi. Dev'essere andata come qui in Olanda con le famose krokette: delle crocchette di carne, dicono loro, ma in realtà la carne è costituita da una specie di patè dal dubbio colore e odore, di cui persino gli olandesi doc si rifiutano di dire i probabili ingredienti agli stranieri di turno. E che qui mangiano come il pane.

Assuefazione. Agli standard del mondo di oggi, ovvero risparmio su tutto, a scapito della qualità e dell'eleganza. Ma sono davvero così old fashioned? O forse sono nata solo nel momento sbagliato? Il dubbio rimane.




permalink | inviato da livializ il 19/6/2009 alle 21:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 febbraio 2009

Se non lo sapevate, noi donne siamo solo pezzi di carne che possono generare altri pezzi di carne...

...Ad esclusivo beneficio dei gloriosi portatori di membro.

Eluana è "una persona viva, che respira in modo autonomo, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici. Una persona che potrebbe anche avere un figlio".

Se un Buddha esiste, deve far rinascere Berlusconi come donna.
Deve subire tutte le discriminazioni sociali, avere uno stipendio più basso dei suoi colleghi uomini, subire le avances del suo datore di lavoro, avere paura di camminare la sera da sola, scontrarsi tutti i giorni con uomini-spazzatura, essere licenziata quando è incinta, stare continuamente a dieta, farsi la ceretta, cercare di entrare nel mondo dello spettacolo facendo marchette, e poi si, cazzo, che faccia anche un bel servizietto al potente di turno così magari diventa anche ministro.

Ma dico io, ma cosa siamo? Involucri di carne per il figlio dell'unto del Signore? Ma dico, stiamo scherzando??? Ma come si può solo arrivare ad essere sfiorati dall'idea che una donna in stato vegetativo, un'essere che soffre da quasi 20 anni, possa generare un figlio?

E non mi si venga a dire che è una provocazione. Non è una provocazione, NON ESISTE che qualcuno si possa permettere di dire una cosa del genere.

Io non finisco di stupirmi di così tanta grettezza d'animo, e mi dico, mi chiedo, Dio mio, Buddha mio, Allah mio, Altri Dei miei, davvero ci meritiamo Berlusconi? Che cosa abbiamo fatto di così male da meritarci questo animale?

Perchè non siamo tutelate? Si può fare un referendum per "abrogare" un governo intero? Cosa possiamo fare? Abbiamo delle opportunità? Io non ne posso più di sentirlo parlare tutti i giorni, di sentirlo pretendere di rappresentarmi. Lui non mi rappresenta.
Di sentirlo sfidare Napolitano, che sappiamo essere uomo di grande equilibrio e buon senso.
Perchè tanti italiani scelgono di vivere così alla Berlusconi, con una superficialità che fa spavento, senza neanche essere sfiorati dall'idea di cercare di mettersi nei panni di Eluana?
Non parlo del padre, che certo ha sofferto più di tutti, ma di Eluana, da 17 anni in questo stato.

E veniamo al dunque. Lasciamo perdere il grande sfregio che ha fatto dicendo quello che ha detto, ma parliamo chiaro: questa di Eluana è una strumentalizzazione bella e buona. Il decreto è stato fatto perchè Napolitano ha chiesto di non farlo. E Berlusconi deve mostrare la sua supremazia.
Il governo si oppone alla conclusione della vicenda solo per motivi cattolici, e se non sono motivi cattolici a spingerlo, è perchè la sinistra la pensa in modo diverso, e loro devono fare il contrario come dei bambini dispettosi. Non hanno una ragione che una, una seria, per opporsi alla morte di Eluana. Ma come si può strumentalizzare un caso del genere? Come si può essere così insensibili e meschini?

Vi lascio con queste domande, augurando, comunque vada, pace alla povera Eluana.


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permalink | inviato da livializ il 6/2/2009 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


30 novembre 2008

Curiosità




Il bel tenebroso (ma anche no, diciamo che non riesco a decidere se sia bello o no) qui ritratto è uno dei protagonisti di Palermo Shooting, ultimo film di Wim Wenders che è uscito da poco al cinema.
Il nome d'arte di questo signore tatuato è Campino, che prima di essere attore è anche cantante della band tedesca punk rock Die Toten Hosen.
Campino, al secolo Andreas Frege, discendente della famosa famiglia Frege. Il nonno, Ludwig Frege, era il presidente della Corte Amministrativa Federale della Germania.
Il bisnonno, Friedrich Ludwig Gottlob Frege, conosciuto anche come Gottlob Frege, era il famoso matematico logico e filosofo dei primi del '900.
A volte i casi della vita...




permalink | inviato da livializ il 30/11/2008 alle 18:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


7 novembre 2008

Le circostanze richiedono un rientro

Perchè oggi, adesso, ora, non posso non indignarmi e farmi gli affari miei.
Non posso stare zitta perchè tanto siamo in tanti a parlare e cosa cambierebbe non si sa.

Non si può non capire che la situazione in Italia è disperata.
Lo sento nelle vostre voci, lo sento nei vostri umori, lo vedo sulla mia pelle, perchè non possiamo vederci, non possiamo sentirci, perchè non si può più andare avanti.

Perchè il mio paese sta crollando, e vorrei tanto fare qualcosa.
In realtà vorrei urlare la mia verità in faccia ai soliti ignoti, sbattergli addosso la fatica di una vita così difficile.

C'è gente che sta peggio, ma questo non è un discorso che tiene. Perchè non sono circostanze, fanculo la crisi mondiale, dietro questo quintale di merda che si è riversato sull'Italia, a parer mio, ci sono invece nomi e cognomi, nomi e cognomi con la villa al mare, coi figli alle scuole private (perciò se passa la Gelmini poco gli cambia), coi soldi in tasca. Anni e anni di nomi e cognomi qualunque, che hanno venduto l'anima dell'Italia a peso d'oro. Tanto chissenefrega, no?
Mentalità che ha distrutto l'Italia.

Non è necessariamente una colpa, essere ricchi, lungi da me.
Però essere ricchi, e poi dire che una che ruba al supermercato la carne perchè non può permettersela è una criminale e deve andare in prigione, no. Non si può parlare a cazzo senza conoscere le cose. Eccheddiamine.
Dire che se i piloti fanno sciopero "allora ne assumiamo degli altri da Ryanair" non può essere una decisione presa razionalmente. Dire che Obama è "abbronzato" beh, direi che non lascia adito a dubbi in quanto a significati impliciti. E ogni giorno, ogni giorno, leggo cose del genere.
Ogni giorno mi indigno davanti ai giornali. Se la mia indignazione fosse quantificabile, sarebbe una quantità veramente esagerata.

Parlare è un gesto che esprime e dichiara al mondo una posizione precisa.
Così come lo è il silenzio.

Sono tornata.




permalink | inviato da livializ il 7/11/2008 alle 0:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


12 luglio 2008

Una fine è solo un inizio

Forse qualcuno se ne sarà accorto, forse no.
E' che nell'ultimo anno mi sento molto diversa e molto più matura; in questo momento, non ho più i grandi ardori giovanili, e cerco di non fermarmi ogni volta che un cane abbaia.

Mi sento abbastanza in pace con me stessa e quindi sento che le mie esperienze, anche quelle belle, debbano nascere e finire dentro di me. In poche parole, non sono in vena di scrivere.

Ciò prende le mosse da tre fenomeni principali:
- Il degrado del mio lessico italiano dovuto al grande passo in avanti che ho compiuto con l'inglese ed il francese e questo livello straelementare di tedesco (conquistato con le unghie e con i denti);
- Il fatto di aver letto "Oralità e scrittura" di Ong e il desiderio di riappacificarmi con l'oralità in un nuovo tentativo spirituale sincretico che vorrei azzardare non appena mi sistemo un pochino (e col quale, comunque, non so da dove iniziare);
- Il fatto di aver studiato tanto e scritto anche di più per finire l'università.

Ed io che una volta credevo che scrivere fosse l'unico mestiere sensato che fossi in grado di fare. E la vita mi stupisce ancora, un'altra volta. E' questa crisi dei contenuti che non riesco a comprendere. E' come se fossi arrivata ad un livello in cui non mi sembra di avere cose interessanti da dire al mondo. Non ne ho. Ognuno fa le sue esperienze, ed il grosso è incomunicabile; paradossalmente sto per laurearmi di nuovo in Filosofia del Linguaggio, ma non ripongo molta fiducia nella comunicazione. Perchè, perchè perdere tempo a cercare di migliorare o comunicare cosa si prova agli altri, quando ciò che scrivi potrà passare solo una misera parte di quello che provi? Perchè non usare questo tempo per me, per approfondire cosa sento, per andare davvero a fondo nelle cose?
Insomma sono in una fase di autoapprofondimento, che se vogliamo potrebbe anche coincidere con il suo opposto, la superficialità. A volte non mi va di pensare. Non mi va di soffermarmi su tutto.

L'autoapprofondimento è solo l'ultima e più delicata parte di questo cambiamento che mi ha coinvolto a tutti i livelli nell'ultimo anno: fisico, mentale, degli atteggiamenti, delle qualifiche e competenze, dei sentimenti e della chiarezza. Ho stravolto tutto, e sono ripartita. Di nuovo, di nuovo ancora. Mi sento molto, molto diversa dalla Livia che aprì il blog ormai tre anni fa, se non erro; ero a Pisa e ricordo uno dei miei primi post, il mio preferito in assoluto, sui pesciolini d'argento che mi invadevano la camera. O forse prima; chissà.

Ed in questo momento penso che questo blog sia un retaggio del passato, sia un cordone ombelicale alla mia vecchia me, quella che aveva bisogno di raccontare compulsivamente le sue cose, e non tenersele dentro come un piccolo tesoro.

Perciò, cari lettori, cari amici, cari avventori, questa avventura finisce qui.
Mi dispiace tantissimo, tanto tanto tanto, quanto non potete immaginare; ma è inutile trascinarsi dietro un'appendice morente. Non voglio smettere un bel giorno e lasciare tutto così, per incuria.
Il blog merita di meglio.

Vi auguro di essere felici; io ci proverò con tutta me stessa.
L'addio non c'è perchè io, sui vostri blog, continuerò ad esserci, continuerò a passare.
Il blog rimarrà qui dov'era, perchè ogni tanto voglio rileggere le assurdità che ho scritto :)
E se volete scrivermi, sappiate che il mio indirizzo è livializ at yahoo . it

Grazie di tutte le vostre parole; come disse qualcuno, sono state davvero un balsamo per l'anima. Mi avete sorretto nei miei momenti difficili; da voi ho imparato che non si è mai soli, che sono una tra i tanti, che tutti proviamo le stesse cose, che io sono una di voi.

Grazie.




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14 giugno 2008

Weltanschauung

Si traduce più o meno con "visione del mondo". Gli altri significati ve li spiegherò quando avrò imparato il difficile idioma (ormai, ci siamo quasi).
Trovo grandi difficoltà a mantenere la mia weltanschauung, quella che con sacrificio mi sono costruita durante quest'anno a Bruxelles, quello in cui ho fatto pace con l'ottimistica me e mi sono liberata delle mie fobie (adesso ricordo con un sorriso che controllavo la mia borsa in continuazione per vedere se il portafogli ci fosse ancora).
E' questo paese, signori miei, che mi deprime. In questo momento, davvero tanto.
Sarà che a casa ultimamente me ne sono capitate di tutti i colori, e mentre parlo mia madre è ricoverata per l'ennesima volta; ma più che altro trovo che sia un'atmosfera generale.
Se prima l'Italia era cupa, ansiogena, ora lo è mille volte tanto.
Al momento sono a Roma, e come ho detto tante volte, qui non ci vivrei nemmeno se mi pagassero: c'è troppa gente e siamo arrivati al limite della lotta per la sopravvivenza. Ieri mentre camminavo una signora scuoteva la tovaglia fuori dalla finestra, a livello della strada; le è caduto un coltello e io gliel'ho raccolto e ridato: era terrorizzata, o almeno così mi è parso.
Ma poi c'è gente che spinge quando siamo tutti lì in attesa di entrare a terapia intensiva, e veramente non sarebbe il caso; la gente spinge sempre sull'autobus. Sarò provinciale, ditemi quello che volete, ma io non voglio restare in questo posto. Ormai lo do quasi per spacciato. Ed è il mio paese e le mie radici: non voglio prescinderne, ma liberarmi della cattiva eredità ansiogena.

Giovedì per evitare il mio compagno di scompartimento in evidente stato di agitazione (per quattro ore ha fatto saltellare la gamba, un segno evidente) ho guardato esclusivamente dall'altra parte, evitando il suo sguardo e rischiando un torcicollo. Avevo sbagliato a dargli indicazioni sul treno mentre aspettavamo sul binario: nonostante il mio disperato tentativo di depistaggio (sono salita in una entrata mentre lui era distratto a parlare col controllore giù sul binario e ho passato due carrozze intere semivuote prima di sedermi) deve aver pensato che la mia gentilezza fosse un evidente segno di disponibilità sessuale. E dire che era una persona di cultura medio-alta, rispettabile e senza segni evidenti di astinenza sessuale (ci ho parlato poi all'arrivo cinque minuti, con il risultato che ha aspettato con me mio padre che mi raggiungeva alla stazione...Vabbè.).
No: in un posto disperato come questo, quello che puoi ottenere va sempre bene, siano persone o campioncini gratuiti.
Non vedo l'ora; non vedo l'ora di salire su quell'aereo e lasciare l'Italia di nuovo e spero per sempre.




permalink | inviato da livializ il 14/6/2008 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


12 giugno 2008

Cos'è Bux.to

E' un sito che paga per cliccare su altri siti (e starci almeno 30 secondi), un centesimo (di dollaro) a sito.
Un mio amico -esistente, reale- ha effettivamente guadagnato qualcosa.
Non tanto, ma per i drogati di internet come noi blogger, va bene guadagnare qualcosa senza sforzo mentre navighiamo, no?
Tutte le info per gli anglofoni qui:

http://bux.to/index.php

registrarsi è semplicissimo, in alto a sinistra c'è "register"...Se poi mettete "livializ" come referral (nella pagina di registrazione in fondo) :D ogni cent che prendete voi ne prendo uno anche io (senza togliere nulla a nessuno!).
Si prova...Ormai ne ho provati talmente tanti che uno in più non cambia nulla...Anche se questa è la prima volta che qualcuno che conosco mi conferma gli effettivi guadagni :D







permalink | inviato da livializ il 12/6/2008 alle 23:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 maggio 2008

Presque Oui - L'ongle

Un nuovo countdown per una nuova tesi, tempi strettissimi per finire tutto, e io che non riesco a fare altro che ascoltare musica. Stasera, cari ascoltatori, vi presento una canzone che amo particolarmente:

Presque Oui - "L'ongle" (L'unghia)

Rien qu'un petit bout d'ongle
Dans un coin de ma poche,
De ceux que tu rongeais
Quand j'te f'sais des reproches

Rien qu'un tout petit bout
Tranquille, recroquevillé
Un qui se fout de tout
Au milieu de mes clefs

{Refrain:}
Et si je le sors délicatement
Et si je le mords, et si je le sens
Le perce d'aiguilles, lui jette des sorts
Me rendras-tu le reste de ton corps ?

Rien qu'un p'tit bout de toi
Lui aussi veut s'enfuir
Serré entre mes doigts
J'le laiss'rai pas partir

Rien qu'un tout petit bout
Verni de souvenirs
Qui m'suivra jusqu'au bout
Du meilleur ou du pire

{au Refrain, x2}

Rien qu'un p'tit bout de toi
Toi maint'nant tu t'en fous
Il est grand temps pour moi
De n'plus penser à nous

Rien qu'un coin de ma poche
Où il était collé
Insignifiant et moche
Il va y retourner.

In pratica la storia di un pezzo di unghia di lei rimasta nelle tasche dei pantaloni di lui. Lei è andata via, e lui si chiede: "Ma se lo mordo, se lo torturo, mi renderai il resto di te?". E' un altro piccolo pezzo di lei che vuole lasciarlo, ma lui non lo permetterà, il pezzo d'unghia, che porta con sé i ricordi, lo seguirà nel bene e nel male.




permalink | inviato da livializ il 15/5/2008 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


21 aprile 2008

Crociata n° n

Vorrei esprimere tutta la mia disapprovazione per questa nuova moda che si chiama "matrimonio".
Sembra che bisogna sposarsi a tutti i costi e chi non lo fa rientra nella solita classe degli "sfigati".
Beh io mi sono stancata di vedere test sul matrimonio, pubblicità di viaggi di nozze, contatori da matrimonio e banner della ricerca dell'anima gemella. Mai dire mai ma non credo proprio che mi sposerò, sono classificata nella compagine degli "sfigati" più o meno da quando avevo 11 anni, ma ora farmi sentire una "sfigata epocale" della serie: a tutto c'è rimedio ma se non ti sposi sei proprio una sfigata, beh, questo no. Lasciatemi la mia dignità eccheccazzo.
Basta.




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sfoglia     giugno       

Questo blog è gemellato con belgapalermitanoepazzo.ilcannocchiale.it

Cosa ascolto, di grazia, di questi tempi: di tutto di più, Chet Baker in testa

Sto leggendo: nulla, ancora nulla perchè dopo "Oralità e scrittura" di Ong ho deciso di riallacciare i rapporti con l'oralità e di non farmi schiavizzare dalla scrittura

I miei autori preferiti sono: Borges, Tabucchi, Conan Doyle;

I miei filosofi preferiti sono: Zolla, Grice, Platone, Popper, Cusano (inaspettatamente), nelle giornate si Kant, nelle giornate no Sartre.

Quello che faccio in questo momento: vivo ad Amsterdam, una parentesi nera tra la ricerca di un lavoro serio e la pura sopravvivenza

I miei film preferiti: "Molto rumore per nulla" di Kenneth Branagh, il bellissimo "Good night and good luck" (spettacolo!), "V per Vendetta", "L'importanza di chiamarsi Ernest" con R. Everett, il mitico "Il dottor Stranamore" di Kubrick, "L'uomo che amava le donne" di F. Truffaut

Planning: non pianifico nulla più, vivo e basta. Si vedrà.










Questo blog ama il
Cookie Monster!




Una canzone che amo è "Hickory Dickory Dock",
da piccola avevo un carillon che la suonava e la
sentivo mille volte al giorno! Grazie ai miei genitori
che mi hanno aiutato a ritrovarla!
Update: ritrovato il carillon, comprato su Ebay :))





Odio Umberto Eco. E' spocchioso e pieno di sè. Ha sempre ragione lui, non è aperto al dialogo anche se finge di esserlo. E poi ostenta in modo scandaloso una sapienza che non possiede. Per chi avesse dubbi, vi segnalo due chicche: la sua traduzione di "Esercizi di stile" di Queneau (è l'unica traduzione italiana del testo), in particolare il brano "Maladroit", e "Il pendolo di Foucault", summa di spaventose lacune riguardo l'alchimia. Vergogna!